I Graffiti di Chinon
A febbraio 2007 abbiamo intervistato la Dott.ssa Anna Giacomini, autrice del libro “Chinon, l’estremo messaggio Templare“, circa le nostre ricerche e i nostri studi che riguardano i graffiti ritrovati nel castello di Chinon, presso la Torre del Coudray dove furiono riunchiusi i capi dell’Ordine prima dell’estremo sacrificio.
Riportiamo di seguito l’intervista integrale.
Dott.ssa Giacomini, qual’è stata la spinta per il Suo studio sui “graffiti di Chinon” ?
R. I misteri insoluti relativi criptografie rappresentano la materia su cui studio. I graffiti di Chinon per la loro sequenza serrata davano il segnale di un vero e proprio discorso criptato. L’origine templare sembrava dimostrata, almeno per quelli accanto alla porta di ingresso della prigione, e questo ne rafforzava l’interesse.
Cosa NON rappresentano, secondo i Suoi studi, i “graffiti di Chinon” ?
R. Non rappresentano un passatempo per scacciare la noia della prigionia, visto che i Templari stavano mettendo in gioco la loro vita. Non rappresentano un messaggio cattolico come Charbonnaeu Lassay sosteneva con argomentazioni di facilissima confutazione. Non rappresentano un “pentimento”.
Quale dei simboli rinvenuti l’ha colpita per il messaggio, il significato che secondo i Suoi studi rappresenta ?
R. L’insieme rappresenta una sequenza, cioè un discorso compiuto, non isolerei un segno rispetto ad altri. Forse possiamo dire che i Templari avevano dato una rilevanza particolare alla mandorla radiante ed al volto di profilo. Certo è che il graffito in cui un cavaliere inginocchiato parla con un cigno contenente una testa, è forse quello dei simboli che si incarica di una rivelazione importante e mortifera. Dunque forse è quello più affascinante ed al tempo stesso il più inquietante.
E’ plausibile pensare che i “graffiti di Chinon” siano stati “realizzati” quando ormai era certa la fine a cui andavano incontro i Templari ivi rinchiusi ?
R. Penso che, anche se non ne erano sicuri, la temevano. L’accusa di eresia comportava il rogo, e l’ordine templare vantava troppi crediti presso il re di Francia per sperare in un atto di clemenza da parte di chi lo stava accusando con tanta ferocia. I graffiti a mio parere rappresentano un testamento spirituale affidato alla criptografia perché non si perdessero i loro veri principi religiosi ed il ricordo dei metodi di accesso alla sfera della conoscenza superiore.
Potrebbero rappresentare un “passaggio” di consegne, una sorta di continuazione dell’Ordine ?
R. Credo proprio che siano destinati a lasciare a qualcuno, che potesse raccogliere i sensi riposti nei simboli, la loro complessa eredità spirituale. Non vedo per quale altra ragione il Gran Maestro ed suoi dignitari in un simile momento spendessero il loro tempo nel graffire il riassunto di tutte le loro credenze. Qualcuno del futuro era il destinatario.
Secondo i Suoi studi c’è un simbolismo comune tra i “graffiti di Chinon” e i graffiti Templari rinvenuti a Domme, nella Dordogne ?
R. Certamente gli iconemi sono gli stessi, solo che nei graffiti di Domme non c’è un vero metodo. Ogni graffito sembra cosa a sé stante, racconta un’eresia ma non tutto e non coerentemente e le mani che li hanno prodotti sono diverse anche se riconducibili tutte al periodo della prigionia templare. Sembra che i templari possedessero anche uno Statuto segreto dei segni simbolici da usare per comunicare segretamente concetti e credenze.
Secondo i Suoi studi, i “graffiti di Chinon” rappresentano in chiave simbolica messaggi ricollegabili ad altre culture del tempo ?
R. Certamente vi sono presenti gli influssi dell’esoterismo ebraico, del sufismo, del catarismo ma soprattutto dello gnosticismo. Alcuni sono smaccatamente blasfemi, altri solo eretici per la Chiesa cattolica. Alcuni di questi segni andrebbero ancora approfonditi per la complessità delle loro implicazioni.
La simbologia dei “graffiti di Chinon” al giorno d’oggi, il messaggio ivi contenuto, può essere considerato attuale ?
R. Considero attuale ogni atteggiamento liberale e sereno di fronte ai vari modi utilizzati dall’uomo per cercare Dio. Secondo quanto ho potuto appurare mi sembra che i Templari entrando in contatto con le altre religioni monoteiste ne siano rimasti colpiti. Dettero vita perciò ad una koinè di riti e di credenze molto specifica, che nel mondo medievale costituiva una specie di bomba innescata. Finchè il loro credito economico non disturbò nessuno tutto andò bene, ma quando il denaro che dovevano riscuotere diventò pericoloso per Filippo il Bello che rischiava la bancarotta, la bomba fu fatta esplodere. Quindi fu una ragione politica mascherata da ragione religiosa quella che portò sul rogo i Templari. Un vero e proprio falso. Non assistiamo tutti i giorni a simili manipolazioni?
Dunque considero attuale non solo il messaggio dei simboli largamente disponibile verso ogni tipo di ricerca di Dio, ma purtroppo molto attuale lo stile scelto dalle due corone per demolire un ordine divenuto nemico a causa di ragioni economiche.
Per ulteriori approfondimenti e per l’elenco dei libri scritti dalla Dott.ssa Anna Giacomini Vi segnaliamo il sito ufficiale – www.annagiacomini.it..
Per contattare l’Autore: ASSOCIAZIONE@TEMPLARINAPOLI.IT

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