La storia dei Templari

La storia dell’Ordine avrebbe avuto inizio nel 1118, quando Hughes de Payns (o Paynes), con altri otto Cavalieri, decise di assumere il ruolo di difensore dei pellegrini che si recavano a Gerusalemme, recentemente riconquistata dai Crociati, assumendo il nome di Pauperes Milites Christi.
Secondo taluni Autori, soprattutto italiani, in realtà Hughes de Payns sarebbe il nome francesizzato di un tal Ugo od Ugone de’ Pagani, di Nocera.

Il Re di Gerusalemme Baldovino II (il cui fratello maggiore, Goffredo di Buglione, aveva conquistato la città diciannove anni prima), lieto dell’aiuto di questi Cavalieri che andavano a rafforzare il suo scarso esercito, avrebbe, poi, concesso loro un terreno ed una casa a ridosso dell’antico Tempio di Salomone, dal quale sarebbe successivamente derivato il nome di Cavalieri del Tempio. In seguito, in occasione del Concilio di Troyes, in Francia, l’Ordine si dette una Regola, militare e monastica al tempo stesso, ispirata da Bernardo di Clairvaux (S. Bernardo da Chiaravalle) che, da tempo, aveva concepito l’idea di una cavalleria religiosa e militare, in contrapposizione a quella laica esistente.

Il definitivo riconoscimento da parte delle Autorità ecclesiastiche dette un fortissimo impulso all’Ordine che, dal quel momento, cominciò ad ottenere privilegi, a crescere di importanza, numerica e qualitativa, sotto il profilo militare, e di prestigio e di potenza economica e finanziaria e, quindi, politica. Inoltre, il fatto che l’Ordine fosse sottoposto unicamente all’autorità della Chiesa, lo rendeva tanto forte quanto libero di agire. L’Ordine, infatti, era esente da ogni tipo di imposizione fiscale e dall’ubbidienza nei confronti dei poteri temporali, sia laici sia ecclesiastici.

Circa due secoli più tardi, la potenza e l’influenza politica dell’Ordine erano divenute impressionanti, anche se i territori conquistati dai Crociati erano stati perduti e si vagheggiava di un’altra Crociata che non si sarebbe mai più fatta. L’Ordine del Tempio si era attestato nell’Europa cristiana, con molteplici monasteri e fortezze, mentre gli altri Ordini religiosi cavallereschi o avevano trovato nuovi orizzonti di conquista, come i Cavalieri Teutonici, verso l’est europeo, ancora pagano, o si erano arroccati a Rodi, con quello che sarebbe poi divenuto l’Ordine di Malta.

Logici tentativi di unificare gli Ordini religiosi cavallereschi in un solo grande Ordine, secondo le intenzioni della Chiesa, trovarono fortissime resistenze sia da parte dei rispettivi Maestri degli Ordini interessati (per motivi di primato dell’uno rispetto all’altro) sia da parte degli stessi Stati cristiani, che temevano il formarsi di una potenza (diremmo oggi trasnazionale ) finanziaria e militare incomparabilmente superiore a quella dei singoli Stati che avrebbero dovuto ospitarla nei loro territori.

Il Re di Francia, Filippo il Bello, passivamente sostenuto dal Papa Clemente V, sfruttando abilmente le inimicizie che il Tempio era riuscito a suscitare con la sua potenza finanziaria e la sua influenza politica, riuscì con un abile colpo di mano ad arrestare in massa i Templari, specialmente francesi, sottoponendoli a lunghe reclusioni, torture ed infine al rogo. I loro beni vennero confiscati e Clemente V, con la Bolla Vox in excelso , del 22 marzo 1312 sospese l’Ordine in tutto il mondo.

La storia dell’Ordine sembra dunque racchiudersi tra il 1118 ed il 1314, data della morte sul rogo del Gran Maestro Jacques de Molay.

Nella realtà, tuttavia, l’Ordine sembra aver avuto inizio anche prima del 1118 ed avrebbe continuato ad operare anche dopo il 1314.

Il probabile, vero inizio dell’Ordine.

Piuttosto incerte, infatti, sono le informazioni relative all’origine dei Templari.

Le prime notizie abbastanza attendibili sono quelle date da uno storico franco, Guglielmo di Tiro, che scrisse tra il 1175 ed il 1185 e, cioè, quando ormai la Palestina era nelle mani dei Crociati da più di settant’anni ed i Templari esistevano da mezzo secolo.

Guglielmo di Tiro scriveva di cose che non aveva vissuto, in base ad informazioni, probabilmente orali, forse anche di diretta fonte templare, di seconda o terza mano. Tra il 1127 ed 1144, infatti, non ci furono cronisti in Terrasanta e nessuna documentazione scritta esisteva su quegli anni cruciali della conquista cristiana. C’era uno storico ufficiale alla corte del Re di Gerusalemme, Fulk (o Foucher) de Chartres, che scriveva al tempo in cui sarebbero arrivati dall’Occidente i Templari (e non cinquant’anni dopo, come Guglielmo di Tiro): stranamente, tuttavia, non parlò mai né di Hughes de Payns,né di Cavalieri Templari né di aspetti che, anche lontanamente, fossero attinenti a problemi di vita o di storia templare.

Uno strano silenzio circonda, in realtà, le origini dei Templari in Terrasanta e le loro prime attività che dovettero essere tanto ambiziose quanto ridotte (infatti, come potevano nove uomini soltanto difendere da soli le strade d’accesso alla Terrasanta e proteggere i pellegrini che vi si recavano?).

Quando, nove anni dopo, la maggior parte dei Cavalieri rientrò in Francia, furono accolti trionfalmente; è del 1128 o giù di li, appunto, il trattatello di Bernardo di Clairvaux In lode della nuova cavalleria , con il quale si esaltava la importanza della nuova cavalleria religiosa che avrebbe trovato nel Concilio di Troyes, del gennaio dello stesso anno, la sua consacrazione.
Nel 1139, infine, l’Ordine venne definitivamente riconosciuto dalla Chiesa con una Bolla pontificia da Innocenzo III (già cistercense come S. Bernardo), con la quale l’Ordine fu reso indipendente da tutti i poteri provenienti da Principi o Re o Vescovi, dovendo rendere ubbidienza solo al Papa.

Nel 1147, infine, per speciale concessione di papa Eugenio II, l’Ordine adottò sui mantelli bianchi dei Cavalieri la croce patente rossa che sarebbe stata, poi, per sempre, il simbolo caratteristico dei Templari, sostituendo la croce patriarcale (o di Lorena, con due bracci orizzontali di cui uno più corto dell’altro) che i Cavalieri portavano da tempo sulla spalla sinistra, per concessione del Patriarca di Gerusalemme.

Alcuni storici moderni, in realtà, basandosi su alcuni elementi che, se non completamente probanti, inducono tuttavia a riflettere, sostengono che, molto probabilmente, le origini dei Cavalieri sono più remote. Secondo queste tesi, infatti, lo stesso Guglielmo di Tiro accenna al fatto che il conte d’Angiò, padre di Goffredo Plantageneto, sarebbe entrato nell’Ordine nel 1120 (appena due anni dopo la sua nascita ufficiale) e, nel 1124, vi sarebbe entrato anche il Conte di Champagne, titolare di uno dei più ricchi potentati d’Europa.

Lo stesso Guglielmo di Tiro, però, afferma anche che non vi furono nuovi Cavalieri, rispetto ai nove originari, prima del 1127. Ne consegue che o egli sbaglia, nel fissare la data di fondazione dell’Ordine o non è vero che per nove anni vi furono solo nove Cavalieri.

Se, come sembra certo, il conte di Angiò fu ammesso nel 1120 e per nove anni l’Ordine non ammise nuovi membri, allora la data reale di fondazione dell’Ordine dovrebbe risalire al 1111 o, al più tardi, al 1112.

Sembrerebbe, questa, una speculazione meramente teorica se non vi fosse una lettera del 1114, del Vescovo di Chartres (morto nell’anno successivo), diretta al Conte di Champagne mentre questi si accingeva a partire verso la Terrasanta, nella quale, ad un certo punto, il Vescovo scriveva: “….abbiamo appreso che …… prima di partire per Gerusalemme avete fatto voto di entrare nella MILICE DU CHRIST, che desiderate arruolarvi in questo esercito evangelico.” In tal modo utilizzava la dizione allora in uso per designare i Templari e proprio a questi si riferiva, in particolare, alludendo alla professione del voto di castità che non era, invece, richiesto a dei semplici Crociati.

Si è, altresì, ipotizzato un Ordine di Sion, che sarebbe stato fondato addirittura da Goffredo di Buglione nel 1090, ben nove anni prima della conquista di Gerusalemme, la cui sede ufficiale sarebbe stata l’abbazia di Nostra Signora del Monte di Sion, a Gerusalemme. L’abbazia sarebbe stata abitata, all’inizio, da un capitolo di canonici agostiniani e, più tardi, in epoca imprecisata, sarebbe stata la sede dei Cavalieri dell’Ordine di Nostra Signora di Sion.

Poiché esistono atti (del 19 luglio 1116 e del 2 maggio 1125) che portano il nome ed il sigillo di uno dei Priori dell’Ordine di Sion assieme a quelli di Hughes de Payns, primo Maestro del Tempio, è lecito il dubbio che i due Ordini abbiano perlomeno operato assieme, almeno agli inizi se non, addirittura, che i Cavalieri del Tempio fossero la filiazione armata dell’Ordine di Sion.

Dopo il 1314 l’Ordine sarebbe sopravvissuto in vari Paesi, con denominazioni differenti, apertamente o segretamente, a seconda del potere esercitato dalla Chiesa in quei territori e della relativa acquiescenza ad esso dei rispettivi Sovrani.


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